La piscina rappresenta un investimento importante per chi desidera coniugare comfort, svago e benessere. Tuttavia, come ogni struttura a contatto diretto con l’acqua, sono soggette a fenomeni di degrado, infiltrazioni e perdite che, se non correttamente individuati e risolti, possono compromettere non solo la funzionalità dell’impianto, ma anche la sicurezza e la durabilità della vasca.
In questo caso studio vogliamo raccontare una situazione particolare, che ci ha visto impegnati nell’individuazione di una perdita d’acqua proveniente da un punto insospettabile: le luci della piscina.

La complessità delle perdite in piscina

Le perdite d’acqua in piscina possono avere diverse origini: giunti difettosi, liner danneggiati, connessioni degli impianti idraulici, difetti costruttivi, usura naturale dei materiali o, come in questo caso, infiltrazioni legate agli alloggiamenti dei fari subacquei.
Queste perdite sono spesso difficili da individuare a occhio nudo, perché l’acqua tende a disperdersi in maniera diffusa, confondendo la percezione del punto critico. A ciò si aggiunge il fatto che un impianto piscina è costituito da una molteplicità di elementi — tubazioni, sistemi di ricircolo, liner, accessori, elementi di illuminazione — ciascuno dei quali può rappresentare un potenziale punto debole.

È qui che entra in gioco la diagnostica non invasiva, un approccio che consente di ridurre al minimo demolizioni, svuotamenti e costi inutili, localizzando con precisione la causa del problema.

Strumentazioni tecnologiche per la ricerca perdite

La nostra società utilizza da anni strumentazioni altamente tecnologiche che permettono di eseguire indagini mirate e affidabili. In questo caso specifico abbiamo adottato due metodologie complementari:

  1. Sistema ad Alta Tensione (ELD – Electric Leak Detection)
    Questa tecnologia si basa sul principio della conduzione elettrica. Collegando il rivestimento impermeabilizzante (liner in PVC) a un sistema ad alta tensione, è possibile individuare microfori, disconnessioni o difetti che consentono all’acqua di fuoriuscire. Quando l’acqua penetra in un foro, il circuito elettrico si chiude e lo strumento segnala con precisione il punto critico. Si tratta di un sistema estremamente sensibile, capace di localizzare anche difetti invisibili all’occhio umano.

  2. Sistema Vacuum Bell
    In particolare, per verificare la tenuta dei fari subacquei e degli elementi tecnici, è stato impiegato il sistema Vacuum Bell. Si tratta di una campana a vuoto che, applicata sull’elemento da testare, crea una condizione di depressione. In condizioni di perfetta tenuta, la pressione rimane costante; al contrario, in presenza di perdite, l’aria o l’acqua esterna penetrano rapidamente ristabilendo la pressione atmosferica. Questo test consente di valutare in maniera diretta ed inequivocabile la tenuta idraulica dei fari.

Il caso studio: una perdita “nascosta”

Nel nostro intervento, la piscina in oggetto presentava un abbassamento progressivo del livello dell’acqua che non poteva essere spiegato con l’evaporazione o con i normali consumi di esercizio.
Dopo una prima indagine generale con il sistema ad alta tensione, che ha permesso di escludere difetti diffusi del liner, ci siamo concentrati sugli accessori, e in particolare sui fari. Attraverso il sistema Vacuum Bell abbiamo verificato che uno degli alloggiamenti dei fari non era più perfettamente stagno. La campana, infatti, dopo pochi secondi tornava a pressione atmosferica, confermando la perdita.

Contestualmente, è stato individuato anche un piccolo foro localizzato sul liner in PVC. La termografia e la strumentazione elettrica hanno permesso di rilevare questo punto critico che, se trascurato, avrebbe continuato ad alimentare la perdita.

Perché è importante una diagnosi corretta

Le perdite d’acqua nelle piscine non rappresentano soltanto un fastidio o un costo aggiuntivo legato al reintegro continuo dell’acqua. Esse possono provocare:

  • danni strutturali al corpo vasca e ai locali tecnici;

  • deterioramento del liner o delle membrane impermeabilizzanti;

  • spreco di risorse idriche, con conseguente impatto ambientale;

  • aumento dei costi di gestione, dovuti non solo all’acqua persa ma anche ai trattamenti chimici e al riscaldamento.

Un approccio basato solo su tentativi o ipotesi porta spesso a interventi invasivi, costosi e inefficaci. Al contrario, la diagnostica non invasiva consente di conoscere prima di agire, riducendo le spese e garantendo soluzioni mirate.

Conclusioni

Questo caso dimostra come anche una piscina moderna, dotata di rivestimenti in PVC e accessori tecnologici, possa andare incontro a fenomeni infiltrativi imprevisti. La perdita non proveniva dalle tubazioni principali o da difetti costruttivi evidenti, ma da un punto molto più delicato: l’alloggiamento dei fari.

Grazie all’impiego combinato di tecniche innovative come l’Electric Leak Detection ad alta tensione e il sistema Vacuum Bell, è stato possibile localizzare in maniera precisa la criticità, evitando demolizioni e inutili spese.

La diagnostica avanzata permette non solo di risolvere il problema immediato, ma anche di garantire maggiore longevità alla piscina, preservando l’investimento del cliente e tutelando le risorse idriche.

Ogni perdita racconta una storia diversa, e la sfida per chi si occupa di diagnosi è quella di interpretarla con metodo scientifico, rigore tecnico e strumenti all’avanguardia. È questa la filosofia che guida il nostro lavoro quotidiano: individuare le cause per costruire soluzioni efficaci, sostenibili e durature.

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