Che cos’è la termografia?
Termografia edilizia: tecnica diagnostica non invasiva
Cos’è la termografia edilizia
La termografia è una tecnica diagnostica avanzata che consente di individuare anomalie, difetti costruttivi e guasti attraverso l’analisi del comportamento termico dei materiali. Si basa sul principio che ogni corpo emette radiazioni infrarosse in funzione della sua temperatura superficiale.
La termocamera a infrarossi traduce queste radiazioni in immagini termiche che rendono visibili differenze di temperatura anche minime, permettendo così di rilevare dettagli nascosti e di identificare elementi non visibili a occhio nudo.
Perché utilizzare la termografia
La termografia permette di ottenere una visione completa dello stato di un edificio senza dover ricorrere a metodi invasivi. Attraverso l’analisi termografica è possibile:
rilevare dispersioni di calore,
individuare ponti termici,
diagnosticare infiltrazioni d’acqua e problemi di umidità,
verificare difetti di isolamento termico,
controllare lo stato di impianti elettrici e fotovoltaici,
valutare danni o alterazioni strutturali non percepibili con semplici ispezioni visive.
Normative di riferimento
L’attività termografica viene svolta in conformità alle norme UNI EN ISO 9712 (qualificazione del personale addetto alle prove non distruttive) e UNI EN 13187 (valutazione qualitativa delle irregolarità termiche negli edifici).
Grazie a questo approccio normato e certificato, la termografia consente di distinguere tra fenomeni naturali (ad esempio variazioni termiche dovute a esposizione solare o ventilazione) ed eventi anomali che compromettono la funzionalità del sistema edilizio, come infiltrazioni, distacchi di intonaco o guasti impiantistici.
Strumenti utilizzati: la termocamera a infrarossi
Lo strumento principale utilizzato è la termocamera a infrarossi, che opera su una lunghezza d’onda compresa tra 8 e 14 micron.
La termocamera permette di ottenere immagini dettagliate ad alta risoluzione che mostrano chiaramente le differenze di temperatura sulle superfici analizzate. Queste informazioni vengono interpretate da tecnici specializzati per distinguere anomalie reali da effetti apparenti, garantendo così un’analisi precisa e attendibile.
Applicazioni pratiche della termografia edilizia
La termografia trova applicazione in diversi ambiti della diagnostica non invasiva:
Ricerca infiltrazioni d’acqua: individuazione dei punti critici dove l’umidità penetra attraverso guaine, tetti o pareti.
Indagini su muffe e condense: riconoscimento delle aree soggette a condensa superficiale e formazione di muffa.
Controllo del comfort termico: analisi delle dispersioni energetiche e dei ponti termici.
Verifica di guasti impiantistici: rilevazione di surriscaldamenti anomali su impianti elettrici o tubazioni.
Monitoraggio conservativo: applicazioni su beni storici e culturali, per controllare lo stato di conservazione delle strutture senza intaccarle.
Vantaggi della termografia
L’utilizzo della termografia comporta numerosi vantaggi:
Non invasiva: nessuna necessità di demolizioni o interventi distruttivi.
Rapida: acquisizione delle immagini in tempo reale.
Precisa: rilevazione di differenze termiche anche di pochi decimi di grado.
Documentabile: fornisce immagini termiche che possono essere incluse in relazioni tecniche e perizie.
Preventiva: consente di individuare potenziali criticità prima che si trasformino in danni gravi e costosi.
Conclusioni
La termografia edilizia rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per la diagnostica non invasiva degli edifici. Grazie all’impiego della termocamera a infrarossi e alla conformità alle normative tecniche UNI EN ISO 9712 e UNI EN 13187, è possibile individuare dispersioni, infiltrazioni, difetti costruttivi e guasti con precisione e affidabilità.
Con questo metodo è possibile programmare interventi mirati e risolutivi, riducendo costi e tempi di manutenzione, migliorando al tempo stesso l’efficienza energetica e il comfort abitativo.
Diagnostica delle infiltrazioni negli edifici | Maggioli Editore
Cosa permette di fare la termografia?
I principali campi di applicazione della termografia nell’edilizia sono:
Che cos’è il sistema a gas tracciante?
Il sistema a gas tracciante è un metodo per individuare il punto di origine di infiltrazioni o perdite d’acqua in diversi sistemi.
Tra i sistemi sono presenti le impermeabilizzazioni – giardini pensili, terrazzi, tetti piani e piscine – e le tubazioni in pressione (ad esempio, quelle per acqua potabile, riscaldamento o antincendio).
Per il sistema a gas tracciante viene utilizzata una miscela di gas inerte, composta da idroazoto (95% azoto e 5% idrogeno).
Il gas viene immesso all’interno delle condutture o nello spazio tra l’elemento impermeabilizzante e il supporto sottostante.
Mediante un rilevatore specifico (gas tracer detector), individuiamo i punti in cui il gas fuoriesce.
Il sistema è efficace anche in situazioni complesse, come quando le rotture si trovano sotto strati di terreno o all’interno di murature.
Cosa permette di fare il sistema a gas tracciante?
Nella ricerca delle infiltrazioni della struttura, il sistema a gas tracciante ci permette di:
Che cos’è il geofono?
Geofono ricerca perdite: lo strumento per localizzare fughe d’acqua
Cos’è il geofono
Il geofono per ricerca perdite è uno strumento progettato per individuare con precisione le perdite d’acqua all’interno di reti idriche, piscine e impianti interrati. Si tratta di una tecnologia non invasiva che permette di localizzare il punto esatto della perdita senza demolizioni, riducendo tempi e costi di intervento.
Il principio di funzionamento del geofono si basa sulla rilevazione delle vibrazioni sonore prodotte dall’acqua in pressione che fuoriesce da una tubazione danneggiata. Questi rumori, impercettibili all’orecchio umano, vengono captati dal sensore del dispositivo, amplificati e resi udibili all’operatore.
Come funziona il geofono
Il geofono ricerca perdite acqua è composto da tre elementi principali:
Sensore di rilevazione: progettato per essere ergonomico e preciso, viene posizionato a contatto con il suolo o direttamente sulla tubazione.
Amplificatore: aumenta l’intensità del segnale sonoro catturato, rendendolo analizzabile.
Set di cuffie: permette al tecnico di ascoltare in tempo reale i rumori prodotti dalla fuga d’acqua.
Il funzionamento è semplice ma estremamente efficace: il sensore rileva le vibrazioni generate dall’acqua in pressione che fuoriesce dal punto di rottura, l’amplificatore le intensifica e, attraverso le cuffie, l’operatore può determinare con precisione la zona in cui il rumore è più intenso. Questo corrisponde al punto della perdita.
Perché utilizzare il geofono nella ricerca perdite
L’uso del geofono nella ricerca perdite offre numerosi vantaggi:
Non invasivo: non richiede demolizioni, scavi o interventi distruttivi.
Rapido: permette di individuare la perdita in tempi brevi.
Economico: riduce i costi di ricerca e di riparazione.
Preciso: consente di localizzare con accuratezza il punto critico.
Versatile: utilizzabile su reti idriche, piscine, impianti interrati e tubazioni di vario materiale.
Queste caratteristiche rendono il geofono uno degli strumenti più diffusi e apprezzati nel campo della diagnostica delle perdite.
Applicazioni del geofono
Il geofono per ricerca perdite trova applicazione in diversi contesti:
Reti idriche interrate: consente di individuare rotture su condotte di acqua potabile o reti di distribuzione.
Piscine: utile per rilevare perdite dalle tubazioni o dalle connessioni.
Impianti industriali: impiegato per monitorare reti complesse e ridurre i fermi impianto.
Edifici residenziali: localizzazione rapida delle perdite in appartamenti, giardini o autorimesse.
Grazie alla sua versatilità, il geofono rappresenta una soluzione indispensabile sia per interventi di manutenzione ordinaria che per diagnosi complesse in ambito civile e industriale.
Il ruolo nella diagnostica non invasiva
Nell’ambito della diagnostica non invasiva delle infiltrazioni e delle perdite, il geofono si integra con altre tecniche strumentali, come il gas tracciante, la termografia o i sistemi elettronici di rilevazione.
Questa sinergia di strumenti consente di ottenere risultati affidabili e di documentare con precisione le cause del problema, fornendo al cliente una relazione tecnica chiara e dettagliata.
Conclusioni
Il geofono per ricerca perdite acqua è uno strumento indispensabile per chi si occupa di diagnostica edilizia e impiantistica. Grazie alla sua capacità di rilevare vibrazioni sonore invisibili all’orecchio umano, consente di individuare con estrema precisione il punto di perdita, evitando demolizioni e interventi invasivi.
Con il suo utilizzo è possibile ridurre tempi e costi, migliorare l’efficienza degli interventi e garantire un approccio professionale e scientifico alla ricerca perdite.
Cosa permette di fare il geofono?
Il geofono ci permette di:
Che cos’è il correlatore di ricerca perdite degli impianti?
Il correlatore è uno strumento utilizzato per individuare perdite d’acqua in tubazioni interrate, soprattutto in reti idriche pressurizzate.
Il suo funzionamento si basa sull’analisi delle vibrazioni acustiche generate dall’acqua che fuoriesce da una perdita.
Questo metodo è efficace per tubazioni metalliche o plastiche e consente di localizzare le perdite senza la necessità di scavi preliminari.
Il principio di funzionamento del correlatore si basa sulla correlazione delle onde sonore.
Quando l’acqua fuoriesce da una perdita sotto pressione, genera un rumore caratteristico che si propaga lungo le pareti interne della tubazione.
Il correlatore rileva questo rumore attraverso due o più sensori (microfoni o accelerometri) posizionati su punti accessibili della tubazione, come valvole, pozzetti o idranti.
Quali sono i componenti del correlatore?
I componenti del correlatore sono:
- sensori di vibrazione: rilevano il rumore prodotto dalla perdita
- unità di calcolo: elabora i dati ricevuti dai sensori e applica algoritmi di correlazione per localizzare la perdita
- display digitale: visualizza la posizione della perdita in metri o altre unità di misura
- software integrato: nei modelli avanzati, il software permette di configurare parametri specifici della tubazione (tipo di materiale, lunghezza, pressione) per migliorare l’accuratezza
Perché bisogna utilizzare il correlatore per individuare le perdite d’acqua?
Utilizziamo il correlatore per individuare le perdite d’acqua perché:
Cos’è l’igrometria?
L’igrometria è la tecnica che permette la misurazione dell’umidità presente in materiali solidi, liquidi o gassosi.
L’igrometria consente di valutare il livello di umidità all’interno di materiali o nell’aria, individuando le cause di infiltrazioni, degrado o problemi di salubrità negli ambienti.
Gli igrometri utilizzati nella diagnostica si dividono in due categorie:
- igrometri a lettura indiretta: permettono una misurazione rapida e non invasiva, fornendo una valutazione qualitativa del contenuto di umidità nei materiali
- igrometri al carburo di calcio: determinano con precisione la percentuale di umidità rispetto al peso del materiale
Qual è la differenza tra igrometri a lettura diretta e al carburo di calcio?
Gli igrometri a lettura indiretta utilizzano principi elettrici o elettromagnetici per rilevare l’umidità.
Questi strumenti risultano utili per rilevamenti rapidi e non distruttivi.
Le tipologie di igrometri a lettura indiretta includono igrometri capacitivi, resistivi e a microonde.
Gli igrometri al carburo di calcio sono strumenti di precisione utilizzati per misurare l’umidità nei materiali edili, in particolare nei massetti in cemento e in altri materiali da costruzione.
Le misurazioni con igrometro al carburo di calcio sono considerate valide per scopi legali e normativi.
Questi dispositivi sono considerati il metodo di riferimento per la determinazione rapida e accurata dell’umidità residua secondo la normativa UNI 10329.
A cosa serve la videoispezione?
La videoispezione ci consente di visualizzare e registrare l’interno di spazi che sarebbero altrimenti inaccessibili.
Questa tecnica ci permette di analizzare la struttura interna dell’involucro ispezionato, evidenziando caratteristiche come anomalie, rotture, occlusioni e altre criticità.
Grazie a un contatore di metri, possiamo monitorare la lunghezza del tratto ispezionato e, quando la telecamera è predisposta, emette un segnale che può essere rilevato da un localizzatore.
Nelle ispezioni di condotte fognarie, le telecamere sono motorizzate e controllate a distanza, consentendo l’ispezione di lunghi tratti.
La loro alta risoluzione assicura immagini di qualità elevata anche in condizioni di scarsa illuminazione.
Cosa ci permette di controllare la videoispezione?
La videoispezione ci permette di controllare:
A cosa servono gli strumenti a ultrasuoni?
Gli strumenti ad ultrasuoni ci permettono di identificare problematiche di tenuta nei serramenti e nei sistemi a tenuta idrica.
Gli ultrasuoni sono fenomeni acustici di elevata frequenza che non possono essere uditi dall’orecchio umano.
La frequenza utilizzata per discriminare onde soniche da onde ultrasoniche è fissata in 20 kHz.
Gli ultrasuoni sono soggetti a fenomeni di riflessione, rifrazione e diffrazione.
I parametri che li definiscono sono la frequenza, la lunghezza d’onda, la velocità di propagazione, l’intensità, l’attenuazione.
Quando utilizziamo gli strumenti a ultrasuoni?
Utilizziamo gli strumenti a ultrasuoni per:
- l’individuazione degli errori di isolamento su telai di porte e finestre, intradossi e impermeabilizzazioni degli ambienti non a tenuta stagna
- il rilevamento delle perdite sui cavi e tubi non nascosti
- le prove di tenuta e ricerca perdite in container, serbatoi, contenitori, camere d’aria e cisterne
- la ricerca delle perdite in condutture di gas anche in corso di funzionamento
- la ricerca perdite in apparecchiature vapore ad alta pressione
- la localizzazione di incrinature, saldature difettose o usurate
- il rilevamento delle perdite su tutti i raccordi accessibili e dispositivi di fissaggio interessati da processi sottovuoto o ad alta pressione
- la diagnosi precoce del livello di usura in rulli scorrevoli, cuscinetti e valvole
- la verifica della cavitazione nelle pompe centrifughe
- le prove di tenuta delle valvole
- la continuità e il collaudo funzionale di scaricatori di condensa
- il rilevamento semplice e veloce delle perdite più piccole
- la ricerca di perdite in modo preciso grazie alla tecnologia di conversione del suono
- il rilevamento di perdite in condutture d’aria compressa, impianti contenenti gas e vapore, tubi contenenti liquido, valvole e scaricatori di condensa
- il rilevamento precoce di attriti e abrasioni dovute allo sfregamento continui di cuscinetti meccanici
Cos’è il georadar GPR?
Il georadar GPR è una tecnologia non invasiva che utilizza impulsi elettromagnetici per analizzare il sottosuolo e rilevare oggetti, materiali, e anomalie senza la necessità di scavi.
Questo strumento è progettato per fornire informazioni dettagliate sulla struttura del terreno, rendendolo uno dei dispositivi più affidabili per indagini geofisiche, ingegneristiche e archeologiche.
Il GPR funziona emettendo onde elettromagnetiche nel terreno tramite un’antenna.
Le onde elettromagnetiche, quando incontrano materiali con diverse proprietà elettromagnetiche, vengono riflesse verso la superficie, dove vengono rilevate e registrate dal dispositivo.
I dati raccolti vengono elaborati per creare una rappresentazione grafica o tridimensionale del sottosuolo, consentendo di analizzare profondità e composizione del terreno in modo accurato.
Quali sono i componenti principali del georadar GPR?
I componenti principali presenti nei georadar GPR sono:
- antenna: emette e riceve impulsi elettromagnetici. può essere configurata per diverse frequenze, a seconda del livello di dettaglio richiesto e della profondità di indagine
- unità di controllo: processa i segnali ricevuti dall’antenna e li trasforma in dati visibili su un monitor
- display o tablet: mostra i risultati in tempo reale, consentendo all’operatore di interpretare immediatamente i dati raccolti
- software di analisi: elabora e interpreta i dati raccolti
Quali sono i vantaggi dell’utilizzo del georadar GPR?
I vantaggi nell’utilizzo del georadar GPR sono:
- non c’è bisogno di scavi o perforazioni durante le indagini
- funziona su terreni naturali, superfici asfaltate, calcestruzzo e altre tipologie di materiale
- rileva oggetti e anomalie fino a diversi metri di profondità
- può essere utilizzato in varie applicazioni, dall’edilizia alla geologia, fino all’archeologia
- permette di eseguire indagini rapide e di ottenere risultati in tempo reale
Cos’è il localizzatore di sottoservizi?
Il localizzatore di sottoservizi è uno strumento che utilizziamo per rilevare e mappare tubazioni, cavi e altre infrastrutture interrate, senza ricorrere a scavi.
Il localizzatore di sottoservizi funziona sfruttando il principio dell’induzione elettromagnetica.
Questa tecnologia consente di rilevare campi elettromagnetici generati naturalmente dai cavi elettrici attivi o di indurre un segnale specifico in una tubazione o conduttura tramite un trasmettitore esterno.
Il dispositivo riceve e interpreta i segnali elettromagnetici, determinando la posizione, la profondità e l’orientamento del sottoservizio.
Perché bisogna utilizzare il localizzatore di sottoservizi?
Utilizziamo il localizzatore di sottoservizi perché:
- evita incidenti dovuti al danneggiamento di cavi elettrici o condotte di gas
- minimizza i tempi e i costi di intervento, eliminando la necessità di scavi esplorativi
- garantisce una localizzazione accurata anche in condizioni difficili o in presenza di molteplici infrastrutture interrate
- può essere utilizzato in vari contesti, come cantieri stradali, opere pubbliche, manutenzione di reti idriche e gas
- riduce l’impatto ambientale eliminando la necessità di scavi estesi e inutili
Cos’è il sistema ELD?
Il sistema di ricerca ELD (Electric Leak Detection) ci consente di rilevare punti di criticità nei manti impermeabilizzanti, come perforazioni, lacerazioni o discontinuità, che compromettono l’impermeabilità del sistema.
Attraverso l’uso di un generatore elettrico e sensori dedicati, il sistema ELD ci permette di individuare con accuratezza il punto esatto di perdita.
La tecnologia ELD è applicabile su manti impermeabilizzanti dielettrici, come guaine bituminose o membrane sintetiche, sia in edifici civili che in strutture industriali.
Ideale per tetti piani, coperture verdi, terrazzi e vasche impermeabilizzate, il sistema assicura una verifica puntuale durante le fasi di collaudo o come controllo periodico di manutenzione.
Come opera il sistema ELD?
Il sistema ELD attua queste procedure di rilevazione dei punti di criticità e delle perdite:
- preparazione: la superficie da testare viene inumidita per creare un sottile strato d’acqua
- creazione del campo elettrico: un filo non isolato viene posizionato intorno al perimetro dell’area da testare e collegato a un generatore a bassa tensione (circa 40V)
- ionizzazione: gli elettrodi ad alta tensione ionizzano le molecole d’aria vicino alla superficie, creando un percorso conduttivo controllato
- rilevamento delle perdite:
- se la membrana è integra, si crea un campo elettrico stabile tra il filo perimetrale e la struttura messa a terra
- in presenza di un foro, l’acqua crea un ponte conduttivo attraverso la membrana, completando il circuito elettrico
- misurazione e analisi: il sistema rileva variazioni di tensione o flusso di corrente attraverso il difetto, confrontando i valori misurati con soglie di riferimento
- localizzazione: un tecnico specializzato individua con precisione il punto esatto della perdita seguendo il flusso di corrente elettrica
Come operano i traccianti fumogeni?
I traccianti fumogeni ci permettono di fornire importanti informazioni in presenza di problematiche negli edifici.
Quando utilizziamo i traccianti fumogeni, immettiamo del fumo generato da un apposito macchinario all’interno di un vano o di un condotto, oppure al di sotto di un sistema impermeabilizzante.
L’effetto termodinamico e l’aumento della pressione all’interno della zona aiutano il fumo a espandersi all’interno dell’elemento e a fuoriuscire dai punti di mancanza di tenuta.
Cosa permettono di fare i traccianti fumogeni?
I traccianti fumogeni ci permettono di:
- individuare il punto di infiltrazione d’acqua nei manti impermeabili
- rilevare l’origine dei cattivi odori
- individuare l’origine delle infiltrazioni d’aria e acqua nei serramenti
- monitorare cavità, vani tecnici, camini e tubazioni
- controllare il flusso di sistemi di ventilazione
- controllare la tenuta all’aria e all’acqua dei manufatti
Cosa sono i traccianti colorati?
I traccianti colorati liquidi sono sostanze che, in soluzione acquosa, ci permettono di mappare il percorso in un mezzo poroso o cavo.
I traccianti colorati vengono utilizzati per individuare l’origine o il percorso dell’acqua nella struttura, perché sono rilevabili grazie al contrasto cromatico.
Le sostanze che utilizziamo durante le indagini hanno un basso impatto tossicologico e vengono utilizzate in dosaggi contenuti per evitare effetti inquinanti.
Il primo tracciante colorato è stato la fluoresceina.
Quando la fluorescina viene illuminata dai raggi ultravioletti, è facilmente rilevabile.
L’utilizzo dei traccianti colorati ci permette anche di dimostrare la bontà delle sigillature presenti, ad esempio, nei bordi di una vasca e di tutte le superfici a tenuta.
Cosa permettono di fare i traccianti colorati?
I traccianti colorati ci permettono di:
- testare e individuare punti critici nei sistemi impermeabilizzanti;
- testare e individuare i punti di infiltrazione nei terrazzi;
- testare e individuare i punti di infiltrazione nei giardini pensili;
- testare e individuare i punti di infiltrazione nei solai pensili;
- testare e individuare i punti di infiltrazione nei tetti piani e nei lastrici solari;
- testare e individuare criticità, perdite e infiltrazioni da vasche e piscine
- testare le giunzioni e le superfici a tenuta idrica
- mappare il percorso di tubazioni o cavità occulte
Cosa sono i noise logger?
I noise logger sono dispositivi per il monitoraggio e la ricerca di perdite nelle reti idriche.
Questi strumenti individuano e localizzano le perdite d’acqua, contribuendo alla riduzione delle dispersioni idriche.
Sono registratori acustici che vengono posizionati lungo la rete idrica per rilevare e analizzare le frequenze sonore che si propagano nelle condotte.
I noise logger per la ricerca delle perdite negli impianti sono progettati per:
- captare i suoni: i logger sono in grado di distinguere i rumori generati dalle perdite d’acqua da altri rumori di sottofondo
- registrare i dati: le informazioni acustiche vengono registrate e memorizzate all’interno del dispositivo
- trasmettere le informazioni: i dati raccolti vengono inviati a un’unità centrale per l’analisi
Quali sono i vantaggi dell’utilizzo dei noise logger?
L’impiego dei noise logger nella ricerca delle perdite degli impianti offre diversi benefici:
- monitoraggio continuo: i noise logger permettono un ascolto costante della rete, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7
- identificazione precoce: consentono di rilevare perdite occulte che potrebbero passare inosservate per lungo tempo
- precisione: l’analisi dei dati acustici permette di localizzare con maggiore accuratezza il punto esatto della perdita
- efficienza: riducono la necessità di ispezioni manuali frequenti, ottimizzando le risorse del gestore idrico
Cos’è il vacuum test?
Il vacuum test, noto anche come test del vuoto, è una procedura che serve a verificare il corretto funzionamento di un’autoclave per la sterilizzazione.
Questo test viene utilizzato per garantire l’integrità ermetica della camera di sterilizzazione e del sistema di tubazioni dell’autoclave.
Il vacuum test ha diversi obiettivi:
- verificare la tenuta della camera e del sistema di tubazioni dell’autoclave
- assicurare che non ci siano perdite d’aria che potrebbero compromettere il processo di sterilizzazione
- controllare il corretto funzionamento del sistema per il vuoto dell’apparecchiatura
- identificare eventuali guasti riguardanti il funzionamento della pompa per vuoto, la tenuta delle elettrovalvole, o la presenza di perdite d’aria nella guarnizione dello sportello o nelle connessioni dei tubi
Come si effettua il vacuum test?
Il vacuum test si svolge attraverso le seguenti fasi:
- l’autoclave deve essere vuota, pulita e priva di accessori rimovibili
- il ciclo di test viene avviato, eseguendo tipicamente tre impulsi di vuoto
- l’aria viene rimossa dal sistema, permettendo poi il ritorno alla pressione atmosferica per tre volte
- segue un periodo di latenza di 15 minuti in un vuoto profondo
- viene misurato il tasso di perdita in unità come kPa/min, mbar/min o mmHg/min















































