Introduzione

Le lastre predalles con inserti in EPS (polistirene espanso) sono molto diffuse grazie alla leggerezza e alla rapidità di posa. Tuttavia, presentano una vulnerabilità peculiare: la capacità di trattenere acqua negli interstizi tra calcestruzzo ed EPS o in cavità non completamente riempite durante il getto. Questo fenomeno genera spesso gocciolamenti ritardati, anche dopo aver riparato il punto di ingresso.

Infiltrazioni nelle predalles con EPS e gocciolamento ritardato con stalattiti d’acqua

Gocciolamento ritardato da infiltrazioni interne in una lastra predalles con EPS

Perché le predalles trattengono acqua

All’interno della predalles l’acqua può migrare o accumularsi per:

  • capillarità
  • pressione
  • diffusione di vapore
  • spinta idrostatica
  • acqua gravifica

Una volta intrappolata, viene rilasciata in tempi e modi variabili, dando origine a gocciolamenti intermittenti.

Gli scenari osservati nel caso studio

Infiltrazione in esercizio

L’acqua penetra per difetti del sistema impermeabilizzante o per imperfezioni dell’involucro edilizio esposto alla pioggia, sia fuori terra sia in controterra. Una volta entrata, si incanala tra calcestruzzo ed EPS, dove resta intrappolata.

Gocciolamento post-riparazione

Dopo la riparazione del punto di ingresso, il fenomeno può persistere. Non si tratta di una nuova infiltrazione, ma di acqua già immagazzinata che viene rilasciata gradualmente per effetto di variazioni di pressione atmosferica, vento o cicli termo-igrometrici.

Acqua di cantiere

Prima della posa del sistema impermeabilizzante, le predalles possono assorbire acqua per piogge, lavaggi o umidità di maturazione. Questa rimane negli interstizi e si manifesta successivamente sotto forma di gocciolamento, anche a distanza di tempo.

Perché il gocciolamento è intermittente

  • Variazioni barometriche (barometric pumping)
  • Pressioni d’aria sull’edificio (vento, stack effect, HVAC)
  • Cicli termo-igrometrici (condense, evaporazioni, variazioni di viscosità)
  • Dettagli costruttivi critici (giunti, pendenze, attraversamenti)

Diagnosi tecnica: cosa osservare

Per una diagnosi corretta è necessario integrare osservazioni visive e diagnostica strumentale per la ricerca delle infiltrazioni, che comprende:

  • Mappatura dei tempi di gocciolamento in relazione a meteo e pressioni.
  • Indagini non distruttive: termografia dinamica, igrometria dielettrica, endoscopie, ELD, sistema a gas tracciante.
  • Verifica dei livelli di umidità nel supporto sottostante l’elemento impermeabilizzante.
  • Controllo della continuità delle superfici esterne esposte all’acqua.
  • Prove di tenuta idrica in controterra.
  • Analisi dei dettagli costruttivi: giunti, riprese di getto, pendenze e attraversamenti impiantistici.
  • Valutazione delle zone critiche che possono far bypassare il sistema impermeabilizzante e veicolare l’acqua alle predalles.

Normativa e buone pratiche per l’impermeabilizzazione e i drenaggi

Il controllo delle infiltrazioni nei solai predalles non può prescindere da una corretta progettazione ed esecuzione del sistema impermeabilizzante. In Italia, un riferimento consolidato è rappresentato dal Codice di Buona Pratica IGLAE, che definisce i criteri per la posa delle membrane e dei sistemi di tenuta in copertura, fornendo linee guida operative su giunzioni, risvolti e continuità dei manti.

A livello normativo, la UNI 8178-2:2019 classifica e descrive le tipologie di sistemi impermeabilizzanti, distinguendo tra elementi principali e accessori, e specifica le modalità per garantire la durabilità delle opere. Per quanto riguarda la corretta gestione delle acque meteoriche, la normativa tecnica sottolinea l’importanza delle pendenze minime e dei sistemi di drenaggio, al fine di evitare ristagni che possano compromettere la tenuta del pacchetto impermeabile o facilitare infiltrazioni verso le predalles.

Un’impermeabilizzazione, per essere efficace, non deve essere considerata isolatamente, ma sempre integrata a pendenze, scarichi e sistemi di deflusso. La diagnosi di un’infiltrazione deve quindi tener conto non solo del difetto localizzato, ma anche dell’eventuale carenza di drenaggio o di una pendenza inadeguata, elementi che costituiscono la prima forma di prevenzione contro i fenomeni di gocciolamento ritardato tipici delle predalles.

Soluzioni tecniche

Per affrontare i fenomeni di infiltrazione e gocciolamento nelle predalles, le principali azioni correttive da considerare sono:

  1. Eliminare la causa primaria
    Sigillare i punti di ingresso dell’acqua, intervenendo sui difetti del sistema impermeabilizzante o dell’involucro edilizio esposto.

  2. Favorire il deflusso interno
    Predisporre sistemi di drenaggio o mantenere punti “sentinella” che permettano di monitorare e facilitare l’evacuazione dell’acqua intrappolata.

  3. Curare i dettagli costruttivi
    Verificare giunti, riprese di getto, attraversamenti impiantistici e garantire la corretta esecuzione delle pendenze, così da assicurare il deflusso delle acque meteoriche.

  4. Valutare le condizioni fisiche delle predalles
    Il gocciolamento non è legato all’umidità ambientale del locale, ma al rilascio dell’acqua trattenuta all’interno delle lastre. Variazioni termiche o di pressione possono stimolare il rilascio intermittente di questa acqua residua.

  5. Prevenire l’assorbimento in fase di cantiere
    Proteggere le predalles prima della posa del sistema impermeabilizzante, evitando che acqua meteorica o di lavorazione penetri e rimanga intrappolata negli interstizi.

Conclusione

Il gocciolamento dalle predalles non è sempre indice di una nuova infiltrazione: molto spesso si tratta di acqua intrappolata che si rilascia nel tempo. Una diagnosi accurata deve distinguere tra causa primaria e rilascio ritardato, individuando la strategia più efficace di risanamento.

Vedi anche Infiltrazioni nei locali interrati – Acquatutis

Microsoft Word – Guida all’utilizzo del Codice di pratica

Diagnostica delle infiltrazioni negli edifici | Maggioli Editore