Le infiltrazioni: un problema diffuso nelle impermeabilizzazioni
Le infiltrazioni d’acqua sono una delle patologie edilizie più ricorrenti e spesso si manifestano a distanza di pochi anni dalla realizzazione delle opere.
Molti interventi di ricerca infiltrazioni dimostrano che la causa principale non è quasi mai legata ai materiali utilizzati, bensì alla errata esecuzione dei dettagli costruttivi.
Tra questi, l’errore più comune riguarda i risvolti verticali perimetrali, un elemento semplice ma determinante per la durata e l’efficacia di qualsiasi sistema impermeabilizzante.
Risvolti verticali: la prima regola da rispettare
I risvolti perimetrali rappresentano i punti maggiormente critici che possono causare infiltrazioni d’acqua. Quando l’elemento orizzontale dell’impermeabilizzazione (come una guaina bituminosa o sintetica) si collega alle parti verticali dell’edificio si realizza il “risvolto verticale”.
Questa zona è particolarmente critica perché esposta a:
ristagni d’acqua,
dilatazioni e contrazioni termiche,
urti accidentali,
azione diretta di pioggia e vento.
Per questo motivo, già dalle prime lezioni pratiche, un impermeabilizzatore esperto impara che la regola base è rispettare la quota minima del risvolto, portandolo in elevazione rispetto al piano di calpestio.
Quota e fissaggio del risvolto verticale
Le buone pratiche di cantiere e i codici di corretta posa (ad esempio il Codice di Buona Pratica IGLAE e la UNI 8178-2) stabiliscono che:
l’altezza del risvolto deve raggiungere almeno 15 cm sopra il piano finito,
la giunzione deve essere fissata meccanicamente con una scossalina metallica o annegata sotto intonaco,
deve essere protetta da rivestimenti o elementi che ne garantiscano la durabilità.
Queste prescrizioni semplici evitano che l’acqua possa infiltrarsi tra la guaina e il supporto, compromettendo l’intero sistema.
L’errore ricorrente in cantiere
Purtroppo, nella realtà di molti cantieri, queste regole basilari vengono ignorate.
Il caso documentato in foto mostra un risvolto che termina direttamente nel massetto, senza alcuna elevazione né protezione meccanica.
Il risultato è inevitabile:
la guaina si stacca dal supporto,
viene meno la continuità del sistema impermeabile,
l’acqua trova un varco e genera fenomeni infiltrativi.
Non si tratta di un’eccezione, ma di una delle cause più frequenti di infiltrazioni che i nostri tecnici riscontrano durante le diagnosi.
Le manifestazioni patologiche visibili
Un errore costruttivo di questo tipo genera nel tempo una serie di fenomeni facilmente riconoscibili:
efflorescenze saline, dovute alla migrazione dei sali disciolti nell’acqua,
macchie e aloni di umidità,
concrezioni carbonatiche e depositi superficiali,
gocciolamenti in corrispondenza delle zone critiche,
progressivo distacco del rivestimento o degrado delle finiture.
Questi sintomi, spesso sottovalutati, sono la spia di problemi ben più gravi che avvengono all’interno della struttura.
I danni nascosti e più gravi
Se in superficie i fenomeni sono facilmente osservabili, a livello strutturale il degrado è molto più insidioso.
L’acqua infiltrata attraverso risvolti mal eseguiti penetra in profondità e può compromettere:
travi e travetti,
pilastri e setti portanti,
i materiali isolanti presenti nel pacchetto di copertura.
Con il tempo questo porta a perdita di prestazioni statiche, riduzione della resistenza meccanica e aumento dei costi di ripristino.
Perché la prevenzione è fondamentale
Eseguire correttamente un risvolto verticale è un’operazione semplice, veloce ed economica.
Ignorare questa regola porta invece a conseguenze gravi: infiltrazioni, degrado materico, danni strutturali e costi elevati di manutenzione straordinaria.
La diagnostica delle infiltrazioni d’acqua ha proprio l’obiettivo di individuare precocemente questi errori, permettendo interventi mirati prima che i danni diventino irreversibili.
Come intervenire in caso di errore
Quando il risvolto è stato realizzato al di sotto della quota minima o senza fissaggio meccanico, è necessario prevedere un intervento correttivo localizzato.
Le soluzioni possibili possono includere:
rifacimento della parte di guaina con nuovo risvolto,
applicazione di scossaline di protezione,
integrazione con resine o sigillanti (solo in casi particolari e provvisori).
L’obiettivo non è solo riparare il danno, ma ripristinare la continuità del sistema impermeabilizzante, condizione indispensabile per garantire la durabilità della struttura.
Conclusioni
I risvolti verticali perimetrali rappresentano una delle cause più frequenti delle infiltrazioni negli edifici impermeabilizzati.
Si tratta di un dettaglio costruttivo apparentemente banale, ma che, se trascurato, compromette l’intero sistema e apre la strada a fenomeni infiltrativi difficili da risolvere.
Il rispetto della quota minima, il corretto fissaggio meccanico e la protezione dagli agenti esterni sono regole semplici, ma decisive.
La prevenzione, unita a una corretta diagnostica delle infiltrazioni d’acqua, è l’unica strada per garantire edifici sicuri, durevoli e protetti dai danni legati all’umidità.
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